top of page
Cerca

Tiburzio Passarotti? chi era costui?

  • Immagine del redattore: Claudia
    Claudia
  • 23 nov 2025
  • Tempo di lettura: 4 min

ree

Tiburzio Passarotti, o Passerotti, era il figlio primogenito del pittore Bartolomeo e di Imperia Toselli. All'età di diciotto anni fu aggregato alla "Compagnia dei pittori e bombasari". Con l'aiuto di suo padre, dipinse la pala "Loiani", con il Martirio di santa Caterina, firmata e datata 1577 e destinata alla basilica di San Giacomo Maggiore, a Bologna.

Tiburzio col tempo modificò l'impostazione artistica del padre, volgendo verso il manierismo, accentuando cioè i cromatismi e le pose che dipingeva con meno naturalezza.

Trasferì la sua abitazione nel quartiere di San Tommaso al Mercato, abbandonando la casa paterna che si trovava presso la chiesa di San Michele del Mercato. Sposò Taddea Gaggi, dalla quale ebbe due figli - Gasparo e Arcangelo - i quali, seguendo le tendenze familiari, divennero pittori (Fonte e altri dettaglio sulla sua vita https://it.wikipedia.org/wiki/Tiburzio_Passarotti)


LO SCHEMA PITTORICO

I pittori dal 400 fino al 600, prima che Caravaggio scoprisse il potere del chiaroscuro, utilizzavano degli espedienti pittorici. Il colore non serviva solo a distinguere l'elemento spirituale da quello pagano e a legare i personaggi ad un'iconografia standard (p.e. sappiamo che tutte le Madonne hanno il manto blu) ma serviva anche a portare il nostro occhio sul punto che il pittore riteneva importante. A volte potrebbe essere anche un piccolo dettaglio e non sempre sono i personaggi che ci aspettiamo, ovvero la Madonna o il Bambino, potrebbe essere anche il committente o un oggetto specifico. Proviamo quindi a chiudere gli occhi e riaprendoli chiedetevi : Dove cade il mio occhio?

Nel nostro caso la scena che colpisce è il dolce scambio di frutta tra il bambino e San Giovannino che il pittore sembra vedere non come due santi ma come due bambini in atteggiamento di gioco. Il rosa chiaro dei corpi dei bambini e la tunica bianca che copre San Giovannino sono espedienti pittorici per attirare i nostri occhi, uscendo in modo poderoso da una scena molto scura determinata dalla tunica scura del monaco, dal blu della tonaca della Madonna e dallo sfondo fatto di tronchi e alberi. Uno sfondo scuro e per niente bucolico è molto raro in una Madonna con il Bambino e quindi rafforza ancora di più la naturalezza della scena con personaggi molto verosimili con pochissimi elementi che ci ricordano la santità degli stessi. Non ci sono infatti elementi che fanno presagire alla futura morte del bambino, se non un bosco cupo che ci ricorda un po' le favole in cui il bambino o l'eroe affronta mostri, animali strani, ha paura, a volte muore e a volte invece trionfa. Non vi risuona in questo la vita di Gesù?


LE FORME e i SIMBOLI

Le forme perfette sono il triangolo che indica la trinità e il cerchio la perfezione.

I pittori usavano queste forme per portare l'occhio della persona che guarda il quadro nei punti giusti e per dare al quadro un senso di santità e di armonia. Il cerchio a volte era un'ellisse e a volte il quadro veniva diviso da queste "linee immaginarie" per dividere il piano umano da quello divino. Perché le curve immaginarie che il pittore dipinge portano lo sguardo sempre verso le mani? Gesù tiene nelle mani l'uva e la porge dolcemente a San Giovannino. Ma quale simbolo si nasconde dietro? Se il pittore non avesse messo la mano della Madonna in quella posizione, cosi vicina a quella di Gesu, potevamo pensare che la Madonna desse pari valore ai due bambini, di solito infatti entrambe le mani della Madonna proteggono Gesù.


Perché allora abbracciare San Giovannino? Forse perché conosce il tragico destino di entrambi? Forse perché rappresenta l'amore incondizionato che l'accomuna al Battista, il cui atteggiamento fu anche di amore incondizionato ( "Allora Giovanni acconsentì e lo battezzò e vide scendere lo Spirito Santo su di Lui come una colomba, mentre una voce diceva: “Questo è il mio Figlio prediletto nel quale mi sono compiaciuto”. Da quel momento Giovanni confidava ai suoi discepoli “Ora la mia gioia è completa. Egli deve crescere e io invece diminuire” (Gv 3, 29-30).


ree

GESU' E L'UVA

La vite, nella Bibbia, è simbolo di benessere, fecondità, benedizione. In Oriente era simbolo di benessere fino da identificare la vita umana con una foglia di vite. Nel libro dei Numeri gli esploratori, invitati da Mosè a esplorare la terra promessa, mostrano l'abbondanza e la ricchezza di questa terra portando un tralcio di vite con un grappolo di uva (13,25). La vite esprime la fecondità della terra donata dal Signore (cfr. Dt 6 8) e significa una vita che si svolge nella quiete e nella pace.

Nel Nuovo Testamento, il simbolo della vite è caro all'evangelista Giovanni, per il quale la vite non rappresenta più Israele ma Gesù, il Messia. Il Padre è il vignaiolo. Per far fruttare la vite la pota dei tralci secchi, nel tempo opportuno. Gesù si definisce la vite, quella vera. L'aggettivo vero significa fedele. L'immagine suggerisce che Gesù è la fonte sicura della vita. I credenti sono i tralci e se vivono uniti a lui, come il tralcio vive dalla linfa della vite, godono della vita piena e portano frutti (cfr.Gv15,1-7). Se, invece, si staccano dalla vite, seccano e vengono bruciati.


L'uva, la frutta, il piatto e le braccia dei due bambini che sembrano danzare ci ricorda i quadri con la danza delle baccanti (vedi sotto alcuni esempi - da sinistra Rubens)



Tornando al tema delle curve immaginarie che non vediamo ma che danno armonia al dipinto (vedi immagine sotto) possiamo notare questi particolari:

- la posizione del viso della Vergine e del Domenicano che creano un bellissimo ovale e il cui sguardo va sui due bambini, come se stessero vegliando come due genitori (illato divino)

- la posizione di Giuseppe invece, che di solito non compare in questa tipologia di quadri, ha proprio il viso rivolto dalla parte opposta, creando però un collegamento immaginario con San Giovanni (il lato umano)

- è fondamentale che la Madonna sia legata al bambino non solo con la mano che lo sostiene, con lo sguardo che lo contempla ma anche con un ovale immaginario.

ree

Ultimo ma non meno importante, la croce in basso si riferisce chiaramente alla passione di Cristo e forse il sacco vicino può significare il peso dei nostri peccati che porta Gesù alla croce?











 
 
 

Commenti


bottom of page